L’ideale di bellezza sta cambiando

Ricordate la  campagna shock di Oliviero Toscani contro l’anoressia?

L’ANAD, Associazione Nazionale per l’Anoressia Nervosa e i Disturbi Associati, sostiene che gli ideali di bellezza sono stati distorti in questi ultimi anni.

Il problema sta nel fatto che la gente conosce l’anoressia, ma non la considera una malattia potenzialmente mortale. Questo anche perché per anni le grandi firme dell’industria della moda hanno associatoil concetto di bello a magro.

In Germania la serietà del problema viene spesso sottovalutata, così l’ANAD in collaborazione con l’agenzia Ogilvy di Francoforte ha realizzato una campagna di sensibilizzazione.

Alcune opere d’arte di l’Olympia di Manet, la Bagnante di Valpicon di Ingres e la Ragazza Distesa di Boucher sono state attualizzate, secondo la visione contemporanea.

Le tre opere, i cui originali sono simbolo della sensualità femminile, sono stati ridipinti dall’artista Remus Grecu ed esposti al Museo Städel di Francoforte.

“L’ideale di bellezza stà cambiando. Oggi i media, le case di moda e le aziende di cosmetici promuovono misure che non sono raggiungibili da persone con stili di vita e di alimentazione sani, rendendo disordini alimentari quali bulimia e anoressia delle vere e proprie mode.”

La campagna è riuscita ad ottenere un largo interesse da parte dei media,e ha incrementato il traffico del sito web antianorexia.net del 16 %. 

 Inoltre riconosciuta dalla Osocio come una delle migliori campagne del 2009, conquistando anche, tra i tanti altri importanti titoli, il bronzo ai Cannes Lions 2009.

Trovato qui

Informazioni su redazione

www.gargano.it

Pubblicato il gennaio 21, 2010, in Comunicazione, Curiosità, Marketing con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. non è solo negli ultimi due..comunque scusami e lo terrò presente.grazie!!l ultima cosa che ho fatto è linkarti nel blogroll!!
    grazie ancora e scusa ma forse c’è stata qualche svista!
    un saluto

  2. Oltre all’incremento del 16% sul sito societario (dopo tutto questo ben da farsi non credo sia molto, considerando i curiosi che hanno visitato la mostra), quanto è incrementato il fatturato e l’accesso al sito di Remus Grecu dopo l’esposizione dei suoi quadri? Potevano avere lo stesso risultato senza fare tanta pubblicità all’artista. Addirittura vediamo anche il backstage nello studio di Remus Grecu. Non è sfruttare un disagio sociale questo? Non sono nemmeno d’accordo con il paragonare l’arte classica, e la visione di bellezza dei veri autori, a questa discutibile visione dei disagi della società moderna, oltre che non credo che l’anorresia sia un fattore legato solo, e come dicono ancora molti, alla moda. Una campagna, secondo me, di cattivo gusto e di risultati mediocri. Questo il mio pensiero.

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