Archivio mensile:ottobre 2010

iPHONE E iPAD, OVVERO, TUTTI PAZZI PER IL MAC

Ormai non si sa più cosa dire, sono oggetti di culto, oggetti utili, un nuovo modo di intendere la comunicazione, un nuovo modo di intendere la vita, sempre connessi, sempre pronti a condividere contenuti, testi, immagini, suoni, video. Una cosa è certa la Apple ha in mano due prodotti che hanno cambiato e stanno cambiando il mondo della rete e anche la vita dell’azienda stessa.

Profitti in netta ascesa, prodotti che vanno di successo in successo e produttori di conentuti che inseguono gli applicativi della “Mela”.

E allora ecco che i giornali on line, i siti delle maggiori aziende, i portali tematici, turistici e chi più ne ha più ne metta si buttano a produrre le APP (applicazioni software) che consentano di usufruire di contenuti sugli ormai mitici iPad e iPhone.

L’ultimo modello l’iPhone 4 poi sta inanellando redord di vendite su record di vendite. E allora ? E allora tutti coloro che fanno contenuti hanno qualche conto in più da farsi… O meglio devono decidersi ad adeguarsi puntando a realizzare non solo semplic applicazioni mobile, ma applicazioni per i prodotti Apple. E’ il mercato.

Fonte: http://micheledelledera.wordpress.com

Michele Dell’Edera, Giornalista

Annunci

Altro che impronte, per rivelare l’identità serve orecchio

Per rivelare l’identità da oggi potrebbe bastare l’orecchio. A dirlo, un gruppo di studiosi dell’Università di Southampton, che hanno scoperto che i ricettori cartilaginosi sarebbero più efficaci delle impronte digitali e del colore degli occhi.

Il professor Mark Nixon ha condotto uno studio con l’equipe della Scuola di computer ed elettronica dell’Università inglese di Southampton e ha creato un software capace di scannerizzarle e catalogarle in un database, che diventa archivio delle identità personali dei soggetti fotografati. Alla base di tutto, una tecnologia innovativa chiamata “Image Ray Transform”, che mette in evidenza nel dettaglio tutte le complesse strutture tubolari del padiglione auricolare e le misura. Perfezionato fotografando 252 orecchie di persone diverse, il sistema si è dimostrato affidabile nel 99% dei casi ed è stato presentato poche settimane fa alla IV Conferenza Internazionale di Biometrica.

L’idea è  di sperimentarlo negli aeroporti inglesi: immortalando le orecchie dei viaggiatori, sarebbe possibile identificarli senza altri sistemi e in maniera più precisa. “Rughe e segni del tempo rendono difficile l’identificazione” – spiegano i responsabili – “mentre l’orecchio resta più o meno il solito dalla nascita alla morte. Spesso, poi, davanti all’obiettivo le persone fanno facce strane, che distorcono la loro reale fisionomia. E chi fa lavori che usurano le mani, come il panettiere o il piastrellista, spesso ha le impronte digitali irriconoscibili”. Le orecchie, insomma, saranno meglio di qualsiasi body scanner.

Se le ricerche andranno a buon fine, i suoni prodotti dall’orecchio umano potrebbero diventare l’impronta biometrica del futuro, in grado di evitare frodi telefoniche o permettere a un cellulare di accendersi solo quando il legittimo proprietario lo avvicina al proprio orecchio.

Antonio Monaco, Customer care

Sai che che per poter aiutare i tuoi clienti, le persone migliori non possono che essere i tuoi clienti?

Questa è la premessa fondamentale dei “Social CRM”.
Il concetto generale è che la gestione dei rapporti con i clienti in modo classico, nel senso transazionale e uno-a-uno può essere notevolmente migliorata, rendendo il rapporto meno strutturato, più partecipativo, e creato intorno a un modello di comunità aperta.
Questi nuovi approcci sembrano trasformare il rapporto che le aziende hanno con i loro partner e clienti. Ma cosa c’è alla base di questo approccio che lo separa dal CRM tradizionale?

Lo scenario tipico del Social CRM è un canale social di comunicazione dove i clienti possono comunicare i loro problemi (assistenza clienti) o desideri (future esigenze di sviluppo del prodotto) ad un’ azienda . Questo canale potrebbe essere semplice come un forum in modo che possano approfondire la loro problema più nel dettaglio con l’azienda e altri clienti. Oppure potrebbe essere qualcosa di più volutamente strutturato per aiutare i clienti a sostenersi a vicenda o per cogliere l’innovazione.

Qualunque sia il metodo scelto (possibilmente più aperto e a mano libera possibile), la chiave per un’efficace Social CRM è che tutti nella conversazione possono contribuire in qualsiasi momento in modo trasparente e autentico.E ‘ probabilmente un eufemismo dire che questo non è facile per le aziende abituate ad avere il pieno controllo della conversazione.

Ma chiunque presti attenzione può vedere i benefici di Social CRM:

  • un più stretto contatto con la realtà quando si tratta di ciò che i clienti hanno bisogno o desiderano;
  • costi inferiori per risolvere i loro problemi o  fornire loro ciò di cui hanno bisogno
  • risultati migliori quando si tratta di avere clienti soddisfatti, molti dei quali in realtà diventano molto stretti con la società per il beneficio reciproco di tutti.

Chiara Albanese, sales and Social Media Marketing Consultant Asernet

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: