Archivio mensile:novembre 2010

La tv arriva su Facebook

Continua la nostra vita su Facebook..ora oltre a raccontare la nostra vita, a parlare con gli altri, a condividere i nostri momenti potremo anche intrattenerci con un po’ di musica… Come?

Dal 29 novembre occhi puntati sul social network piu’ famoso del mondo: arriva ‘Play Me‘ la prima e unica tv visibile su Facebook.  L’esordio del canale musicale  presentera’ in esclusiva e in anteprima alle 22.30 il contenuto del dvd live ‘I am… world tour’ di Beyonce’.

Tutta la musica e i programmi di Play.Me potranno essere gustati in diretta con un click dalla propria pagina di Facebook, un nuovo luogo dove interagire con l’unica tv italiana di terza generazione e vedere i video musicali preferiti, mandare post in diretta Tv e scoprire gli artisti italiani e internazionali piu’ amati (l’applicazione e’ anche disponibile per iPhone e iPad).

Play.Me che ha debuttato lo scorso 26 settembre sul Digitale Terrestre free, e’ pensato e realizzato per raggiungere e interagire con le nuove frontiere dell’intrattenimento e ha come missione quella di essere il punto di riferimento globale per la musica digitale. ”Non e’ una nuova tv ma e’ la nuova tv – afferma Alessandro Giglio, di Ceo Giglio Group editore del canale -ideata e creata per essere fruibile ed interagibile con tutte le piattaforme digitali: Dtt, Web, Facebook application, Hbbtv, Iptv, Mobile Tv Umts, iPad, iPhone, Android, Nokia, Applicazioni Over-The-Top. E’ la prima e unica tv in Italia di terza generazione”

Aspettiamo qualche giorno e vedremo..

tratto da qui

Chiara Albanese

Annunci

Accessibilità dei siti web

Accessibilità vuol dire soprattutto e-partecipation, cioè la rimozione delle barriere informatiche. Con questo termine si indicano le difficoltà che i disabili incontrano nell’usare un sistema informatico, che discendono da:

  • carenze nella progettazione del software e dei contenuti dei siti web, che non tengono conto dei principi della progettazione universale e dell’usabilità, peraltro ormai approfonditamente studiati e oggetto di raccomandazioni e standard a livello internazionale;
  • indisponibilità dei dispositivi specificamente realizzati per favorire l’uso dei computer da parte dei disabili (per esempio le tastiere e i mouse utilizzati in alcune disabilità motorie, lo screen reader, la barra Braille o i sintetizzatori vocali usati dai non vedenti).

Il primo problema, pur non riguardando soltanto i disabili e la cui soluzione spesso non richiede alcun investimento aggiuntivo, ha notoriamente le conseguenze più negative sull’accessibilità. L’importanza dell’accesso dei disabili alle tecnologie informatiche è stata sottolineata da tempo in numerosi documenti internazionali ed è argomento prioritario nei programmi della Commissione europea.

Anche a livello nazionale si è posta la necessità di elaborare strategie operative per il raggiungimento di questi obiettivi, fissando regole compatibili con il rapido evolversi della tecnologia e in grado di tenere conto del panorama vasto e composito delle necessità dei disabili. Con la Circolare n. 32 del 6 settembre 2001, “Criteri e strumenti per migliorare l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni informatiche”, frutto del lavoro del team di esperti costituito nel luglio 2000, l’AIPA ha specificato i criteri da rispettare nella progettazione e nella manutenzione dei sistemi informativi pubblici al fine di garantire l’accessibilità.

Tale circolare si raccorda con la Circolare n. 3 del 13 marzo 2001 emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica, sull’accessibilità dei siti web delle pubbliche amministrazioni. Il 15 febbraio 2002, è stato pubblicato un libro dal titolo “I disabili nella società dell’informazione – Norme e tecnologie”. Il volume raccoglie una serie di contributi da parte di esperti, componenti del gruppo di lavoro dell’AIPA sull’accessibilità, che descrivono i criteri da seguire nella realizzazione di siti accessibili e illustrano lo stato dell’arte in materia in alcune tra le principali amministrazioni dello Stato.

Davide Finocchietti

Quello strano mondo delle etichette e del packaging

BRUXELLES, 25 NOV – L’Italia e’ stata condannata oggi dalla Corte di giustizia europea per avere autorizzato la denominazione ‘cioccolato puro’ sulle etichette di prodotti di cioccolata che avrebbero dovuto segnalare anche la presenza di ‘altri grassi vegetali oltre al burro di cacao’. I giudici hanno ritenuto che la normativa italiana ‘e’ idonea a indurre in errore il consumatore e a ledere il suo diritto a un’informazione corretta, imparziale ed obiettiva’.

Fonte: Ansa

Matteo Foschi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: