Stallman: utilizzare il Cloud Computing è stupido

Non dev’essere facile, oggi, vivere da Richard Stallman. Quando passi una trentina d’anni a predicare che il software dev’essere libero per ragioni morali, che modificarlo è un diritto, e che se tutto ciò viene negato è la libertà personale stessa ad essere in pericolo, vedere che l’universo delle tecnologie sta andando in un’altra direzione, che il moltiplicarsi di strumenti dotati di programmi proprietari diradano il miraggio della libertà digitale, un certo disagio dovrebbe provocarlo.

Dopo aver fatto il punto sull’importanza di non cedere alla tentazione di contaminare il software libero, Richard M. Stallman si scaglia contro il Cloud Computing definendolo senza mezzi termini roba da stupidi. Il papà di GNU dice infatti che è stupido (questo termine l’ha usato molto spesso) affidare i propri dati in mani altrui, con i rischi che questo comporta per la privacy e per la stessa accessibilità ai propri documenti.

Stallman consiglia a tutti di tenere i propri dati al sicuro sui propri computer e di non credere a chi dice che il Cloud Computing è inevitabile: costoro non sarebbero altro che società con forti interessi affinché si accentui lo spostamento di dati e applicazioni dal controllo dell’utente ai lontani server di qualche società.

“Una ragione per non usare le web application è la perdita del controllo” prosegue Stallman: i dati fluiscono liberamente tra qualsiasi postazione o thin client in giro per il mondo e i datacenter, ma a scapito della capacità del legittimo proprietario di disporne a suo piacimento. Basti pensare a cosa accadrebbe nel caso in cui un account venisse sottratto al suo titolare: da quello stesso account potrebbe partire una reazione a catena, che coinvolgerebbe tutti gli altri servizi ad esso collegati, stravolgendo le attività personali e lavorative di quello stesso individuo.

In fondo Stallman fa da campanello di allarme, per evitare di accettare incondizionatamente tutto quello che ci viene proposto (o imposto!). I suoi toni drastici di sicuro catturano l’attenzione, certo magari l’allarme è un pò sproporzionato rispetto al pericolo…ma una cicca di sigaretta può distruggere un bosco…Meglio stare sempre vigili!

Antonio Monaco

Informazioni su redazione

www.gargano.it

Pubblicato il dicembre 13, 2010 su Comunicazione. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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