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Sai cos’è il Sun Advertising?

Portare un problema alla luce del sole“ è un concetto molto tangibile secondo questa campagna ambient.

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E per l’associazione croata Zenska Soba, il problema è quello della violenza sulle donne.

L’agenzia creativa Imago di Zagabria, rende questo gioco di parole interattivo, stampando l’adv sul fronte e sul retro di una pagina di giornale. Il volto della donna, apparentemente normale, rivela un ematoma se guardato, appunto, in controluce.

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E l’ematoma è composto da un lettering descrittivo della violenza psicologica: un modo efficace per far risaltare quanto questo tipo di abuso, che non presenta segni esteriori, sia un problema concreto che, come spesso accade, riceve troppa poca attenzione.

fonte:ninjamarketing.it

Chiara Albanese

La Storia del Marketing

Guardate questo simapatico video e ditemi se non è così!

Google sfida Facebook?

 È da tempo che in rete si parla del lancio di Google Me, il nuovo social network di Google. Adam D’Angelo, CTO di Facebook afferma che le voci di corridoio sono più che fondate, che il progetto esiste ed ha un’”elevata priorità”, a differenza di tentativi compiuti prima di Buzz almeno.

Facebook festeggia in questi giorni i 500 milioni di utenti. Sebbene per la maggior parte dei comuni mortali il social network rappresenti semplicemente un modo per tenersi in contatto con gli amici delle elementari e parenti all’estero,  non dobbiamo trascurare che la rete sociale è riuscita a rivoluzionare totalmente il modo di fare business.

Piccoli imprenditori illuminati partendo da un budget zero sono riusciti a creare immensi database che risultano succulenti per le aziende, cui offrono servizi di varia natura. Le imprese hanno trovato un modo più economico, efficace e allo stesso tempo meno invasivo per conoscere i consumatori e comunicare con loro. Nell’era dei social media, gli “amici” sono denaro.

 Finora gli sforzi compiuti da Google nel magico mondo dei social network non si sono rivelati all’altezza della sua magnificenza. Orkut ha avuto successo soltanto in pochi paesi come Brasile e India; Buzz ha avuto seri problemi con la privacy e assomiglia fin troppo a Twitter; Wave si propone di riprendere le dinamiche di Facebook per quanto riguarda la condivisione di contenuti e la creazione di gruppi di discussione ma è ben lontano dal risultare altrettanto “friendly”.

 Per ora Google non dà anticipazioni né conferma l’esistenza del progetto Google Me.  Nonostante abbia dalla sua una base di profili (Google Profiles) che potrebbero rappresentare un buon punto di partenza per il suo prossimo social network, risulta difficile essere ottimisti in merito e credere che Facebook possa essere degnamente sfidato.

 Intanto una ricerca condotta da Foresee, che ha introdotto per la prima volta i siti social media nella lista degli e-business misurati in base all’ACSI (American costumer satisfation index), apre uno spiraglio. Il report mette in evidenza quello che può essere definito il paradosso Facebook, in relazione al rapporto tra successo nel mercato e soddisfazione dell’utente. Risulta infatti che nonostante il social network sia il sito web più visitato negli USA, la benevolenza da parte dei consumatori sia piuttosto scarsa (pari soltanto a quella delle compagnie aeree e delle industrie televisive satellitari e via cavo).

Gli internauti americani insomma visitano Facebook anche se non piace, il che è dimostrato tra l’altro da diversi gruppi proprio su Facebook che ne parlano male. Foresee argomenta che la spiegazione starebbe soprattutto nel fatto che non esiste una valida alternativa alla rete sociale, la quale esercita quindi un monopolio.

Riuscirà Google a creare un competitor per Facebook, magari facendo leva sulla “antipatia” di cui gode?

Trovato qui.

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