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AI CONFINI DELL’ARTE…O DELLA MERDA?

Un paio di giorni fa sono imbattuto nel nuovo calendario commissionato, dal Consorzio Vera Pelle Italiana, al famoso fotografo Oliviero Toscani. Non so quanti di voi l’hanno già visto, ma appena ho guardato la prima immagine ho pensato: “Ecco! Un’altra scontata provocazione alla Toscani!”. Provocazione: termine ormai usurato nel linguaggio  televisivo degli ultimi anni. Ogni cosa è ben fatta se fatta per provocare.

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Ed è proprio per questo che faccio una domanda a tutti voi: “Quali sono i confini dell’arte?” Io personalmente, dopo gli “incredibili” scatti del famoso fotografo non so darmi una risposta. Ho fatto delle ricerche ripercorrendo gli ultimi anni di storia d’arte contemporanea ed ho trovato “grandi opere” che ora vediamo insieme.

“Merda d’artista”

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È il titolo di un’opera dell’artista Piero Manzoni. Il 21 maggio 1961 l’autore sigillò le proprie feci in 90 barattoli di conserva, ai quali applicò un’etichetta con la scritta «merda d’artista» in inglese (Artist’s shit), francese (Merde d’Artiste), tedesco (Künstlerscheiße) e italiano. Sulla parte superiore del barattolo è apposto un numero progressivo da 1 a 90 insieme alla firma dell’artista. Manzoni mise in vendita i barattoli di circa 30 grammi ciascuno ad un prezzo pari all’equivalente in oro del loro peso. Attualmente i barattoli sono conservati in diverse collezioni d’arte in tutto il mondo (ad esempio l’esemplare numero 4 è esposto alla Tate Modern di Londra ed il barattolo 80 e’ esposto nel nuovo Museo del Novecento di Milano) ed il valore di ciascuno di loro è stimato intorno ai 30.000 €, prezzo assai superiore a quello fissato dall’autore. A Napoli nel Museo d’arte contemporanea Donnaregina (M.A.D.R.E.) è conservato il barattolo numero 12. A Milano, il 23 maggio 2007 nelle sale della casa d’aste Sotheby’s, un collezionista privato europeo si è aggiudicato l’esemplare numero 18 a 124.000 euro: record d’asta mondiale per una delle 90 opere.

“READY-MADE”

Duchamp_Fountain.jpg

Il termine ready-made (traducibile come “instantaneo”, “detto-fatto”…) è utilizzato per descrivere un’opera d’arte ottenuta da oggetti per lo più appartenenti alla realtà quotidiana, lontani dal sentimentalismo e dall’affezione, che possono essere modificati (in questo caso si parla di ready-made rettificato) o meno. L’inventore del ready-made fu il dadaista Marcel Duchamp nei primi decenni del Novecento ed ancora oggi è una pratica molto usata (nelle sue varie evoluzioni) nell’arte contemporanea. Il ready-made dunque è un comune manufatto di uso quotidiano (un attaccapanni, uno scolabottiglie, un orinatoio, ecc.) che assurge ad opera d’arte una volta prelevato dall’artista e posto così com’è in una situazione diversa da quella di utilizzo, che gli sarebbe propria (in questo caso un museo o una galleria d’arte). Il valore aggiunto dell’artista è l’operazione di scelta, o anche di individuazione casuale dell’oggetto, di acquisizione e di isolamento dell’oggetto. (fonte Wikipedia)

Allora, vediamo un po’ se ho capito come diventare artisti e fare soldi con le persone che acquistano le “opere d’arte” dicendo di “capire e conoscere l’arte”.

  • Prima opera Mangiare tanto e bene. Aspettare che la digestione faccia il suo lavoro, e poi… di corsa a creare la prima opera! Mi raccomando, ricordatevi il barattolo!
  • Passiamo alla seconda opera… Prendete un oggetto qualunque che non vi serve più, per esempio una vecchia biro che ormai non scrive più, portatela in un ambiente che non è proprio il suo, per esempio sul balcone, mettetela in mezzo a delle piante… ecco fatto! Ready- made!
  • Terza opera (più impegnativa) Prendete una macchina fotografica, mettetevi davanti allo specchio, fotografatevi le parti intime e il lavoro è fatto! Un’altra opera! Addirittura questa può essere abbinata alla prima!

Un ultimo consiglio… dopo che avete fatto le opere ditelo a tutti, fatele vedere in giro e, se non vi arrestano prima o vi rinchiudono, l’opera sarà riconosciuta come tale!

Ecco a voi un video in cui il grande Vittorio Sgarbi spiega a tutti come diventare artisti

http://www.youtube.com/watch?v=dVdo1Z3tuHo

Buon lavoro a tutti e… non sforzatevi troppo!

Sai cos’è il Sun Advertising?

Portare un problema alla luce del sole“ è un concetto molto tangibile secondo questa campagna ambient.

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E per l’associazione croata Zenska Soba, il problema è quello della violenza sulle donne.

L’agenzia creativa Imago di Zagabria, rende questo gioco di parole interattivo, stampando l’adv sul fronte e sul retro di una pagina di giornale. Il volto della donna, apparentemente normale, rivela un ematoma se guardato, appunto, in controluce.

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E l’ematoma è composto da un lettering descrittivo della violenza psicologica: un modo efficace per far risaltare quanto questo tipo di abuso, che non presenta segni esteriori, sia un problema concreto che, come spesso accade, riceve troppa poca attenzione.

fonte:ninjamarketing.it

Chiara Albanese

Google, Moda e Boutiques.com

Il grande motore di ricerca implementa al suo interno un gran negozio di moda per la vendita on line. Verrà presentato per la prima volta a New York il 17 novembre, ne ha parlato WWD famoso portale di moda. Il negozio avrà capi di famose case di moda e in più incorporerà capi presi da altri siti simili. Oggi il mondo della moda è cresciuto molto on line con i social, video sfilate e con l’e-commerce. Lady Gaga, Victoria Beckham, Emma Watson, Sarah Jessica Parker, Anna Wintour, Rachel Zoe e Michelle Obama sono state già chiamate per far parte del progetto oltre a famosi stilisti americani. Sono stati chiamati anche molti blogger che daranno consigli on-line per gli acquisti.

fonte:dellamoda.it

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Matteo Foschi

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