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Perché è importante monitorare e gestire la reputazione online?

“Preoccupati del tuo carattere, ma soprattutto della tua reputazione. Perché il carattere è ciò che tu sei, la reputazione ciò che gli altri dicono tu sia. E oggi quello che gli altri dicono tu sia conta quanto  – se non di più – di quello che tu sei.” (Frase di John Wooden riadattata al Web 2.0)

brand reputation Tutti noi quotidianamente ci scambiano pareri e consigli su esperienze ma anche su prodotti e aziende, il prossimo viaggio, l’auto da cambiare, servizi e consulenze per la nostra impresa. Tutto questo oggi succede sempre più anche su internet.
Con la diffusione capillare di internet e con l’avvento del web 2.0 la reputazione di una azienda oggi va monitorata anche e soprattutto online, sui social network, ma soprattutto sui grandi portali di tipo “user generate content”, i quali permettono la pubblicazione di recensioni da parte degli utenti.

Forum, blog, social network sono “agorà” ovvero luoghi virtuali di incontro e scambio dove ciascuno esprime opinioni e giudizi su persone, prodotti, servizi, aziende. Opinioni e giudizi che influenzano i comportamenti di ricerca e di acquisto relativi a prodotti e servizi e di conseguenza incidono pesantemente sulla percezione dell’azienda e del suo brand.

E’ risaputo che le persone che utilizzano internet si fidano molto più di commenti e delle esperienze vissute dalle altre persone rispetto ai messaggi pubblicitari che spesso sono autoesaltanti con la conseguenza che l’occhio abituato tende addirittura a “epurare” dalla propria ricerca.

La gestione della reputazione on line, definita anche come BRM – Brand Reputation Mangement, prevede fasi ben individuate e tra loro propedeutiche quali il monitoraggio – ascolto – condivisione.

brand reputation managmentIl nostro staff concorda con il cliente le strategie e le azioni più efficaci, coinvolgendo diverse professionalità e specializzazioni presenti nello staff che operano in sinergia tra loro, per offrire una consulenza completa per la gestione della reputazione online.

Il monitoraggio da noi effettuato dei contenuti (pagine web, articoli, commenti) presenti in rete permette di definire un punto di partenza sulla base del quale si decide quali strategie di marketing relazionale attivare.

La nostra strategia parte da un punto fermo ovvero l’azienda o meglio le sue persone, fornendo una consulenza continua e un affiancamento mirato a stabilire una presenza nel tempo e un trasferimento di know how continuo.

Il monitoraggio della reputazione on line è una opportunità incredibile per conoscere il pensiero dei clienti acquisiti o potenziali, una possibilità che in precedenza non era nemmeno ipotizzabile e che ora è alla portata di ogni albergatore.

Che abbiate una piccola o una grande azienda non c’è differenza, il metodo giusto per affrontare questo nuovo aspetto del vostro business è sempre lo stesso, bisogna ascoltare il parere degli utenti.

Raffaele Tortora, Direttore Commerciale Asernet

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OverBlog e Wikio si uniscono per creare il gruppo leader nei social media in Europa

 Un progetto ambizioso:

Wikio, che gestisce il portale di social media  Wikio.it (http://wikio.it/) e la piattaforma di monetizzazione dei blogger Promodigital, si uniscono ad OverBlog, piattaforma di blog leader in Europa.

Per la prima volta saranno riuniti in unico gruppo un network di blog, un portale aggregatore di informazioni ed una piattaforma di monetizzazione che permette ai brand di partecipare alle conversazioni che avvengono nel cuore della blogosfera e dei social network.

Il nuovo gruppo Wikio dopo questa fusione diventerà una delle più importanti piattaforme internet in Europa, il principale punto di riferimento nei social media e un importante centro di Ricerca e Sviluppo per contenuti web. Il gruppo potrà contare su circa 110 nuovi collaboratori, con una revenue superiore a 10 milioni di Euro nel 2010.

Il gruppo Wikio raggiungerà 26,5 milioni di visitatori unici (statistiche Comscore).

trovato qui

Google sfida Facebook?

 È da tempo che in rete si parla del lancio di Google Me, il nuovo social network di Google. Adam D’Angelo, CTO di Facebook afferma che le voci di corridoio sono più che fondate, che il progetto esiste ed ha un’”elevata priorità”, a differenza di tentativi compiuti prima di Buzz almeno.

Facebook festeggia in questi giorni i 500 milioni di utenti. Sebbene per la maggior parte dei comuni mortali il social network rappresenti semplicemente un modo per tenersi in contatto con gli amici delle elementari e parenti all’estero,  non dobbiamo trascurare che la rete sociale è riuscita a rivoluzionare totalmente il modo di fare business.

Piccoli imprenditori illuminati partendo da un budget zero sono riusciti a creare immensi database che risultano succulenti per le aziende, cui offrono servizi di varia natura. Le imprese hanno trovato un modo più economico, efficace e allo stesso tempo meno invasivo per conoscere i consumatori e comunicare con loro. Nell’era dei social media, gli “amici” sono denaro.

 Finora gli sforzi compiuti da Google nel magico mondo dei social network non si sono rivelati all’altezza della sua magnificenza. Orkut ha avuto successo soltanto in pochi paesi come Brasile e India; Buzz ha avuto seri problemi con la privacy e assomiglia fin troppo a Twitter; Wave si propone di riprendere le dinamiche di Facebook per quanto riguarda la condivisione di contenuti e la creazione di gruppi di discussione ma è ben lontano dal risultare altrettanto “friendly”.

 Per ora Google non dà anticipazioni né conferma l’esistenza del progetto Google Me.  Nonostante abbia dalla sua una base di profili (Google Profiles) che potrebbero rappresentare un buon punto di partenza per il suo prossimo social network, risulta difficile essere ottimisti in merito e credere che Facebook possa essere degnamente sfidato.

 Intanto una ricerca condotta da Foresee, che ha introdotto per la prima volta i siti social media nella lista degli e-business misurati in base all’ACSI (American costumer satisfation index), apre uno spiraglio. Il report mette in evidenza quello che può essere definito il paradosso Facebook, in relazione al rapporto tra successo nel mercato e soddisfazione dell’utente. Risulta infatti che nonostante il social network sia il sito web più visitato negli USA, la benevolenza da parte dei consumatori sia piuttosto scarsa (pari soltanto a quella delle compagnie aeree e delle industrie televisive satellitari e via cavo).

Gli internauti americani insomma visitano Facebook anche se non piace, il che è dimostrato tra l’altro da diversi gruppi proprio su Facebook che ne parlano male. Foresee argomenta che la spiegazione starebbe soprattutto nel fatto che non esiste una valida alternativa alla rete sociale, la quale esercita quindi un monopolio.

Riuscirà Google a creare un competitor per Facebook, magari facendo leva sulla “antipatia” di cui gode?

Trovato qui.

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