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La parodia politica spopola nel web

Da qualche tempo in tutte le sale cinematografiche è uscito Avatar, nuovo film di James Cameron, nello stesso tempo invece su youtube spopola Emmatar, parodia politica del film.

Emmatar è il risultato “genetico” dell’incrocio tra il «dna politico combinato con quello della gente comune».

Ed è proprio questo il contenuto politico del video: Emma rappresenta la gente comune, è il frutto di anni di battaglie civili di questo Paese.

Un video, quello di Emmatar, che parte dal profondo della militanza politica, un video non ufficiale di alcuni sostenitori, che nasce con lo scopo di promuovere e far conoscere in rete un sito internet: rete.radicali.it

In modo ironico passa in rassegna alcune delle maggiori campagne dei Radicali di questi decenni. Lo spettatore è esortato a prendere in mano la situazione, a diventare il nuovo Jack Sully «per un nuovo possibile inizio», supportando la candidatura e invitandolo ad un voto che cambi le cose.

C’ è chi lo definisce lo “spot elettorale della Bonino”, chi il “lancio della Lista Bonino-Pannella” ma l’importante è notare come questo film-parodia in un solo pomeriggio è diventato  il caso della Rete, diffondendosi in maniera esponenziale. 

 Attorno a questo videoclip si è subito innescato un meccanismo a catena, un passaparola che lo ha fatto diffondere su Facebook in pochissimo tempo e poi ne hanno parlato  tutti i maggiori siti di informazione on line Corriere.it, Repubblica.it, Adnkronos ecc. Insomma un vero e proprio video virale riuscito nel suo intento.

Il meccanismo del video virale è proprio quello di Emmatar. Un’idea originale che riesce a espandersi molto velocemente per natura e contenuti. L’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via. In questo modo si espande rapidamente, come “passaparola”, la conoscenza dell’idea:in questo caso,il messaggio di Emmatar.

I contenuti virali che spopolano in rete diffondendosi in tutti i social network  fanno parte di quei linguaggi non convenzionali che sfruttano metodi di comunicazione “innovativi”, differenti dai classici sistemi pubblicitari. I prodotti vengono proposti al pubblico in modo “alternativo“, per rimediare all’assuefazione del marketing tradizionale.

Così Emmatar,attraverso il successo di Avatar,veicola un messaggio di riscatto dell’umanità nei confronti dei poteri forti, tutto questo in chiave ironica e parodistica. E forse questo spiega in parte il successo nel web di questo breve videoclip. Buoni sentimenti, grandi valori sociali, riscatto e un pizzico di ironia.

Trovato qui

Fonte

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Ieri sera un ipnotizzatore inglese ha raccolto sul web seimila persone.

Ieri seimila persone si sono date appuntamento su Facebook e Twitter per il primo esperimento di ipnosi di massa online; show messo in rete ieri notte da Chris Huges, ipnotizzatore e ipnoterapeuta inglese diplomato all’Omni Hypnosis Training Centre in Florida. 

E’ stato uno degli show  più seguiti globalmente negli ultimi tempi. Un evento mediatico a tutti gli effetti, una social ipnosi, insomma, che ha tenuto connessi per oltre due ore migliaia di utenti da 85 paesi del mondo.

Ma l’evento, nonostante l’ottima visibilità data prima dalla stampa inglese e poi da quella mondiale, non è andato come previsto. A un’ora dal via il sito che avrebbe dovuto trasmettere il live audio dell’ipnosi è andato giù a causa delle troppe connessioni simultanee. Così, nell’attesa, agli utenti non è rimasto altro che confrontarsi sui social network. Il topic socialtrance è stato tra i più popolari su Twitter e il gruppo su Facebook ha raggiunto in poche ore i 10mila iscritti e oltre 500 discussione aperte.
A soli dieci minuti dall’orario di inizio della trance di massa sono gli utenti, ancor prima del tweet di Chris Hughes, a comunicare il nuovo sito che ospiterà l’evento. Puntuale parte l’audio che trasmette per circa venti minuti una musica new age e puntuali arrivano i commenti degli utenti. L’ascolto inizia a dare i primi frutti. Alcuni cominciano a sentirsi rilassati, mentre altri iniziano a spazientirsi.  Dopo alcune indicazioni per la perfetta ipnosi, l’ipnotizzatore abbandona gli utenti per problemi con la legge inglese, invitandoli a continuare l’ipnosi non più in diretta ma attraverso un mp3 registrato raggiungibile da un link.

Si accendono ancor di più gli animi, su Facebook e Twitter si parla da subito della truffa dell’anno.  Ma Chris è un professionista nel calmare gli animi e si scusa pubblicamente su Twitter spiegando che la delusione è grande soprattutto per lui.

L’evento continua sui social e come sia andata veramente è difficile dirlo, possiamo solo dire che è stato soprattutto un’esperienza di condivisione online.

Perché un azienda dovrebbe scegliere una strategia di Marketing virale? Perché dovrebbe creare una propria rete sui Social Media?Come si usa un Social?

Partiamo con il capire cos’è davvero il  marketing virale. È un tipo di marketing non convenzionale la cui finalità è quella di coinvolgere un elevato numero di soggetti che in modo del tutto spontaneo si sentiranno spinti nel condividere a loro volta, con altri utenti, un messaggio promozionale.

Data la natura del web 2.0 gli strumenti social, per loro definizione mettono  nella condizione di facilitare questa condivisione facendo scaturire un effetto a catena di partecipazione sul web.

Fare parte del meccanismo social network non deve quindi essere pensata come una tendenza da seguire perchè lo fanno in tanti, ma deve essere una scelta consapevole. I social media hanno una grandissima capacità, ovvero influenzare il pubblico nei processi decisionali di acquisto, utilizzare questi strumenti significa  trarre benefici nelle nostre strategie promozionali e di marketing (non convenzionale).

Considerando che oggi il metodo più diffuso per lanciare un messaggio virale è quello dei video, per avere un buon risultato bisogna realizzare qualcosa di significativo, che faccia riflettere, che unisca l’utile al dilettevole, che sia divertente da stuzzicare la curiosità dell’utente e generare il passaparola naturale, ma che non sia troppo trasgressivo o volgare perchè corriamo  il rischio di fare del male al brand.

Per riscuotere successo con una campagna di viral marketing bisogna avere poche accortezze che ci aiutino a creare qualcosa di curioso che generi il passaparola.

 Prima di tutto sarebbe meglio non annoiare i lettori con la descrizione delle caratteristiche, storia, dettagli o quant’altro di un determinato prodotto. La cosa migliore è farlo, ma indirettamente. In fondo le campagne pubblicitarie che riscuotono maggior successo, sono sempre quelle che parlano indirettamente del loro prodotto, creando idee promozionali che quasi si discostano completamente dal prodotto. Non obbligare alla condivisione è un’altra cosa da evitare, il vero risultato del viral marketing è la condivisione spontanea di contenuti.

Essere ad un buon punto della strategia di viral marketing vuol dire essere riusciti a disperdere totalmente i contenuti, ciò vuol dire che un gran numero di persone si è prodigata per diffonderle sul web. Il non riuscire a risalire alle fonti è il vero successo. Inoltre è essenziale permettere di farsi trovare da chi legge una notizia. Se manca un riferimento, la cosa potrebbe anche suscitare sospetto e perdere credibilità. E’ dunque importante avere un “luogo” in cui farsi trovare, che sia esso un sito, un blog, un forum o altro.

Il cuore di una buona strategia di viral marketing è l’elemento che fa la differenza,in quanto suscita nell’utente il desiderio di rendere partecipi le altre persone. Il messaggio deve quindi contenere qualcosa di realmente curioso e interessante. Riscuotono molto successo : video, cortometraggi, immagini particolari, un articoli bizzarri etc.

Importante è,una volta che l’utente vi ha trovato, sollecitarlo al ritorno  presso il proprio punto di ritrovo. Bisogna invitarlo a visitare non solo il prodotto tramite il quale è arrivato, ma anche tutti gli altri servizi di cui si dispone. Dargli una garanzia che potrà trovare cose molto utili. E soprattutto dargli la possibilità di avere un contatto diretto per una comunicazione immediata.

In questo modo una strategia di viral marketing permette all’azienda di creare, con modiche spese, una rete di relazioni importanti che seguirà e parteciperà alla vita aziendale, creando un’attaccamento all’azienda (engagement), meglio conosciuto come fidelizzazione del cliente.

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